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Con il singolo “Voci”, che anticipa l'uscita dell'album “Non si vive in silenzio”, torna Luisa Corna. La splendida artista bresciana riparte da uno splendido brano anni '80 di Russ Ballad. La Corna, in quest'intervista, ci racconta di sé, dei suoi progetti futuri, e della sua passione per Luigi Tenco e i Doors.
Ci racconti il percorso di “Voci”. Com’ è nato e come si è evoluto?
«La scelta di Voci nasce da una "scommessa" con il mio produttore Marco Poggioni. Eravamo in un ristorante, quando alla radio davano “Voices” di Russ Ballad, brano che io ho sempre apprezzato, come del resto, anche Poggioni, tanto da raccontarmi che era la sua canzone preferita negli anni ‘80 e che sarebbe stato interessante a riproporlo in una nuova versione. Ho subito accettato la sfida, partendo e così è nato “Voci”, un brano che parla di contrasti e di chi giudica spesso solo per sentito dire.»
Dopo l’estate uscirà il suo album che prende il titolo della cover del ’72 di Gino Paoli “Non si vive in silenzio”. Ci sono anche dei brani inediti?
«È un EP composto da 7 brani, alcuni inediti ed altri brani internazionali degli anni 70/80 con testi completamente nuovi e non tradotti, che mi vedono anche in veste di autrice, oltre alla cover di Paoli.»
La musica per lei rappresenta molto. Anche nei programmi televisivi le hanno sempre affidato un ruolo, in cui, oltre alla conduzione, intratteneva i diversi ospiti cantando i loro successi in duetto. Cosa si aspetta dal futuro, in altre parole, quali sono i suoi obiettivi inerenti la musica?
«Adesso la cosa più importante è l'uscita di questo disco e il tour estivo che è in corso. I miei obiettivi in questo momento sono legati alla musica.»
Progetti per la prossima stagione?
«A metà settembre uscirà su Rai 1 la seconda serie in 12 puntate della fiction “Ho sposato uno sbirro”, dove vesto il ruolo di un pubblico ministero, al fianco di Flavio Insinna e Christiane Filangeri, ed inoltre essendoci l'uscita, del disco sarò impegnata nella promozione.»
Ha preso ispirazione da un (mitico) brano degli anni ‘80. Cosa ricorda e cosa si porta di quegli anni?
«Erano anni di crescita, di aspirazioni, ricordo l'entusiasmo dei tanti viaggi per lavoro, che ancora oggi mi accompagna.»
Quando ha iniziato a cantare chi era il suo modello?

«In Italia seguivo con attenzione la carriera professionale di Mina, la voce nostalgica di Luigi Tendo ed ero una Sorcina del grande Renato. Mentre dell’estero amavo la musica degli anni ’70, il soul, il rithim and blues e le sonorità dei Doors.»
Da buon napoletano non posso non farle una domanda, quasi d’obbligo. Per tanti anni ha condotto “Napoli prima e dopo”, qual è il suo giudizio sulla canzone napoletana e qual è il suo brano preferito?
«Ho un amore profondo nei confronti della nostra bella melodia, in particolare per la canzone napoletana. Napoli prima e dopo è un programma che mi ha permesso di conoscere nel profondo non solo la canzone classica napoletana, ma anche tutto il mondo che la circonda. Difficile sceglierne uno su tutti, tra i miei preferiti “Vierno”, “Passione”, “Tu si na cosa grande”, “Tu ca nun chiagne”, “Indifferentemente”, ce ne sono veramente tanti di brani napoletani che mi appassionano.»
Si è fatta strada nel mondo dello spettacolo, lavorando prima come modella, poi come attrice e conduttrice per la televisione e per finire ha portato avanti la sua passione per la musica. Cosa fa nel suo tempo libero, dove si rifugia, quando decide di staccare dal suo lavoro?
«Non ho una vita particolarmente mondana, per me è importante sentire vicina la mia famiglia e i miei amici. Quando stacco mi rifugio nei luoghi che mi sono familiari, quelli in cui sono cresciuta.»
Chi è oggi Luisa Corna e come si vede tra dieci anni?
«Sono una persona che non perde mai l'entusiasmo per le piccole cose della vita, questo, anche grazie alla possibilità di esprimermi attraverso il mio lavoro, che poi per me è fonte di energia. Come mi vedo tra dieci anni? Il passato è la storia, il futuro un mistero, oggi un dono perché vivo il presente.»
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