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Autore Silva Avallone
357 pagine
EditoreRizzoli
collana Scala italiani
Forte come l'acciaio, la storia di Silvia Vallone penetra nel profondo dell'anima. Colpisce lo stile dimesso e non troppo curato, frutto di un lavoro che ha come obiettivo, quello di far conoscere i protagonisti del romanzo, l'ambiente in cui sono stati trasportati, le loro emozioni e la loro vita, meticolosamente descritta. I critici non sono stati molto d'accordo della candidatura di 'Acciaio' tra i finalisti del premio strega, poiché valutato come un romanzo senza spessore letterario.
Tuttavia, ciò che conta a volte non è tanto la letterarietà o la retorica, quanto il messaggio che si vuole mandare, e gli strumenti che si utilizzano per trasmetterlo. Silvia Vallone parla al cuore dei lettori, e questo è un merito che le è stato riconosciuto dalla giuria del nostro più grande premio letterario.
È la storia di due ragazze limpide, dinamiche, pulite, che vivono in un quartiere degradato, che vedono esempi negativi di donne dai facili costumi, di uomini pronti a farsi uccidere per una dose di cocaina, un posto abbandonato dal mondo dove regna la delinquenza e la solitudine.
Eppure loro conoscono l'affetto, si vogliono bene, laddove il bene non è concepito come cosa reale, ma solo come figura astratta e lontana, una cosa 'da bimbe'. Le loro vite si separano per eventi comuni, come lo scorrere della vita al quale nessuno può sottrarsi, ciò che resta è la storia di due angeli in un inferno di diavoli.
Commuovente, reale, la Vallone è una scrittrice emergente, e aldilà della sua esperienza culturale, ha saputo cogliere minuziosamente i caratteri di una società tutt'altro che romanzata. Come debutto non è male, nonostante il fatto, che non sia un’opera manzoniana, dedita al piacere e al decoro della scrittura. Vallone uguale cuore, e questo è l'ingrediente per scrivere oggi. Promossa!
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