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Dopo anni di gavetta tra cori, progetti indipendenti e svariati contest, Roberto Casalino è pronto per lanciarsi in una carriera solista. Nella seguente intervista fatta di ricordi e pensieri, scoprirete come l’autore di successi del calibro di “Non Ti Scordar Mai Di Me” sia finalmente riuscito a realizzare il suo più grande sogno: la pubblicazione di un album.
Partiamo dalle tue origini: sei nato ad Avellino, cresciuto a Roma, Latina e in Germania. Quanto ha influenzato il tuo lavoro questa vita trascorsa in posti così diversi?
«Confrontarsi con città e nazioni differenti da quella dell’infanzia permette di aprire tanto la propria mente, inoltre conservo una memoria musicale per ogni posto in cui sono stato: di Avellino ricordo le canzoni ascoltate dai miei parenti, Roma è la città in cui ho cominciato a suonare la chitarra, la Germania il paese del mio primo concerto, mentre Latina rappresenta il consolidamento della mia passione per la musica.»
La tua formazione musicale è cominciata molto presto, a sette anni già suonavi la chitarra. Nel corso del tempo hai imparato anche a suonare altri strumenti? Quali prediligi per le tue composizioni?
«No, mi sono solo focalizzato sulla chitarra, anche perché non sono un musicista professionista: suono per il puro scopo di comporre. Ho anche tentato di studiare pianoforte, ma non l’ho ritenuto consono alle mie esigenze, quindi l’ho abbandonato.»
Come ti hanno segnato le esperienze del Vibration Gospel Choir e del “Rosso Relativo” Tour con Tiziano Ferro?
«Il coro gospel mi ha segnato tanto musicalmente quanto spiritualmente. È un’esperienza che consiglio a tutti di fare, perché amalgamare la propria voce a quella degli altri può insegnare tanti trucchi del mestiere. Invece, nel 2002 mi sono ritrovato a fare il corista per il “Rosso Relativo” Tour di Tiziano Ferro, di cui sono un grande amico dai tempi del liceo. Grazie a questa serie di concerti sono potute nascere altre collaborazioni tra me e Tiziano, tutte ricordate con grande importanza.»
Hai scritto canzoni per diversi interpreti italiani. Chi di loro ti rende più fiero? Per chi vorresti scrivere in futuro?
«Sono fiero di ogni mia collaborazione, ma con Giusy Ferreri ho sicuramente avuto la maggior visibilità. L’ho sempre seguita ad “X-Factor”, ero semplicemente innamorato della sua voce, quindi scrivere “Non Ti Scordar Mai Di Me” per lei è stata davvero una grande soddisfazione. Sono felice che abbia voluto che io scrivessi altre canzoni per il suo album, tra cui “Novembre”. Giusy è sicuramente riuscita a mandare il mio livello di autostima alle stelle. Ho anche scritto per Alessandra Amoroso, MP2, Syria e Iva Zanicchi, tutte persone che stimo tanto a livello artistico. In futuro, invece, mi piacerebbe lavorare con Carmen Consoli ed Elisa, le mie cantanti italiane preferite.»
Cominciamo a parlare della tua musica: in cosa consisteva il progetto “Variazioni Sul Tema”?
«”Variazioni Sul Tema” è stato il mio primissimo album. Lo realizzai nel 2003 insieme alla mia band, ma non ha mai visto luce nei negozi, in quanto era un disco autoprodotto. Decidemmo di inciderlo per farlo girare tra gli addetti ai lavori e per ringraziare tutti coloro che ci supportavano ai nostri concerti. Tra l’altro, alcuni dei tredici brani di questo album sono stati ripescati per essere inseriti nel mio prossimo disco, quindi è un progetto al quale, anche a distanza di anni, sono molto legato.»
Parlaci dei tuoi primi singoli, “Così Non Vale” e “L’Esatto Opposto”…
«”Così Non Vale” è stato il mio primo singolo, e mi ha permesso di entrare a pieno nel mondo della discografia, con tutti i suoi dolori e gioie. Fu un brano che riuscì ad affermarsi lentamente nelle radio, ma devo ad esso il merito di essermi fatto conoscere tra il pubblico italiano. Anche “L’Esatto Opposto” rappresenta un ulteriore tentativo di lanciarmi nel mondo della musica, oltre che un modo per crescere come artista. Che sia per il periodo di uscita o per le tematiche affrontate, entrambe le canzoni sono molto importanti per me.»
Il tuo album uscirà il 22 Maggio. Cosa dobbiamo aspettarci?
«È un disco che raccoglie ben quattordici pezzi, tutti scritti nell’arco di sei anni. Credo che sia un po’ lo specchio di tanti lati di me, in quanto è stato protratto a lungo nel tempo: ho cercato più volte di pubblicarlo, ma posso farlo solo adesso che ho superato gli ostacoli del mercato musicale grazie al successo riscontrato dalle canzoni che ho scritto per Giusy Ferreri. È un album prettamente pop cantautoriale, nel quale lascio ogni tanto cadere qualche influenza elettronica, ma in genere prediligo gli strumenti acustici. I temi portanti sono i sentimenti: amore, rabbia, dolore e tutto ciò che può provare un ragazzo della mia età.»
Attualmente sei in rotazione radiofonica con il singolo “L’Atmosfera”. Hai in mente altre iniziative promozionali?
«Ho appena finito di girare il video de “L’Atmosfera”, deve solo essere montato, quindi spero che anche le televisioni mi accolgano nel migliore dei modi. La promozione live, invece, comincerà tra poco con delle ospitate in vari programmi della RAI. Successivamente, dopo l’uscita del disco, terrò degli showcase in diversi negozi di musica in giro per l’Italia.»
Quali sono le tue aspettative per il futuro?
«Ho tante aspettative, ma ho i piedi ben piantati a terra. So che ho scelto di intraprendere un mestiere difficile, ma finché avrò voglia di scrivere e cantare non mollerò. Nel frattempo, mi prendo quel che viene…»
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